Elisa Fiorenzani
UX/UI designer • UI dev
• Data Viz Designer
Background come frontend developer, UX designer e UI dev, attivista ambientale. La mia missione è comunicare dati scientifici per risvegliare le coscienze e promuovere la sostenibilità, creando un impatto positivo e duraturo.
Il mio obiettivo con la progettazione digitale è ridurre lo sforzo cognitivo dell’utente creando applicazioni etiche e a basso impatto ambientale
Information
Data
Design
Storie e Progetti
Che tempo ti senti?
Un progetto di Data design che unisce aspetti psicologici legati ai cambiamenti climatici, Affective computing e metereologia.
Aree marine Protette
Un progetto di comunicazione tramite Infografica interattiva dove il Design incontra la raccolta dati di Biologia Marinina.
UX/UI
Dal wireframe al prototipo finale.
Progettare Interfacce per una SoftwerHouse
“Leonardo da Vinci
era un ingegnere con l’hobby
per la pittura”
Cosmico in #Workafter
Casa mi piace
Per arrivare a questa risposta ho impiegato 37 anni e mezzo e ogni giorno miglioro e perfeziono la lista delle cose che mi piace fare. Dopo un importante burnout causato da un forte stress, adesso nel 2025 ho ricalcolato (se cosi si può dire) la mia intera vita.
Dal dedicare il 90% del mio tempo al davanti un monitor per il lavoro e lo studio, adesso passo il 70% della settimana fuori all’aria aperta.
Nei mesi invernali vado a fare scialpinismo, al momento è l’attività che mi emoziona di più in assoluto. Nei mesi primaverili ed estivi, invece, con grandissimi alti e bassi vado ad arrampicare su roccia alternando con il boulder, sempre all’aria aperta. Là, sotto maestosi alberi di faggio o castagno, provo grandissima gioia.
Prediligo dormire fuori, all’aeprto, in tenda o nella mia auto camperizzata in compagnia del mio fedele amico e supporter Nemo.
In questo 70% dedico almeno il 30% del mio tempo ad attività di attivismo e volontariato ambientale. Sono una educatrice ambientale di Legambiente e lo scorso anno ho costituito un’associazione sportiva che si occupa prevalentemente di promuovere sport all’aperto, mindfulness ed educazione ambientale. Il progetto si chiama Grippo Grip Your Power 👉🏽🌱 👈🏽 questo progetto sostenibile ha permesso di creare una rete di persone e contatti grazie ai quali ho potuto riprendere in mano pian piano la mia vita e ricostruirla secondo nuove regole, tempi e modi.
Il restante 30% del mio tempo lo dedico allo studio, alla ricerca e al lavoro. Riesco a leggere, adesso, almeno un libro o due al mese e di questo ne sono molto orgogliosa.
Mi tengo aggiornata sui nuovi trend e case study riguardo la branchia della UX e UI e approfondisco gli studi sull‘information & data design. Tale materia mi ha stregata durante gli studi della laurea magistrale e sta proseguendo ancora oggi il mio profonodo interesse.
Sono sempre più convinta che l’unione della UX/UI e information design sia non solo fondamentale per poter comunicare dati e informazioni complessi ma per la loro comprensione.
Amo imparare e insegnare, offro corsi di formazione in comunicazione digitale per associazioni no profit e insegno nelle scuole di II grado sia materie digitali che educazione ambientale e civica.
Confido molto nella comunicazione etica e positiva, credo abbia un potere maestoso soprattutto per le nuove generazioni.
Cosa ho imparato dalle Aziende/StartUp
Ho avuto la fortuna poter lavorare all’interno di molte realtà. Ho potuto imparare molto dal punto di vista relazionare e comunicativo, ciò che realmente e inconsapevolmente mi ha interessata di più in quel tipo di contensto lavorativo.
Lavorare in contesti multiculturali e internazionali mi ha sempre fatta sentire “a casa”, sicuramente devo questo alle bellissime esperzienze vissute all’estero nel periodo di studio liceale e, grazie all’esperienza più forte per me nel periodo adolescenziale lavorando in Australia a 20 anni che ha segnato profondamente il mio carattere e migliorato la mia veduta, ampiandone gli orizzonti.
Lavorare, per esempio, in co-working londinesi mi ha dato modo di vivere insieme a una “famiglia” multietinca, ho ammirato ogni giorno le menti dei miei colleghi provenitenti da paesi distanti dalla mia città natale miglia e miglia, ho amato e apprezzato la bellezza della nostra diversità (varietà) durante le lunghe conversazioni e opinioni sui vari progetti.
Le startUp mi hanno permesso di vivere contesti “futuristici”, ho avuto la fortuna di lavorare all’interno del LUISS ENLABS di Roma e di poter collaborare e lavorare con alcune realtà al suo interno. Ho partecipato a molteplici meetUp, AperiTech, hackathon e chi più ne ha più ne metta :).
Essere tra i primi in Italia a testare nuovi software, tools o fare da “cavia” per alcuni test di usabilità per altre nuove startUp con Vision lodevoli è stato divertente e stimolante, ne faccio tesoro.
Dalle Aziende strutturate ho imparato tante cose che mi sono e saranno utili per gli anni futuri sia quelle positive che quelle negative. Tra le cose positive potrei parlare della stabilità economica che ti danno, dell’insegnamento delle figure Senior, i guru indiscutibili che ringrazierò per sempre; per quelle negative ma che insegnano molto, non posso fare a meno di pensare alla perdita della motivazione o come la definisco io la sindrome dell’assopimento; In alcuni contesti lavorativi, causa la rigida politica aziendale, molti giovani talenti rischiano di perdere quell’energia che li contraddistingue, sta a ognuno di noi capire quando è il momento di cambiare. Questo cambiamento necessita di tanto e tanto coraggio.
Per la prossima vita terrò di conto di questo aneddoto, per il momento, posso consigliare e raccontare la mia esperienza affinchè sia utile alle nuove generazioni 🙂
Cosa ho studiato
Il mio percorso universitario inizia a Pisa sulle fondamenta delle Digital Humanities, unendo la tecnologia con un profondo interesse per l’esperienza utente. Dopo la laurea triennale in Digital Humanities, mi sono specializzata in Human-Computer Interaction (HCI), concentrandomi in particolare su test di usabilità e prototyping.
Questo ambito di studi, che esplora l’interazione tra esseri umani e dispositivi digitali, ha acceso in me un grande interesse per la riduzione dello sforzo cognitivo nell’uso di interfacce e sistemi.
Il mio obiettivo sta nel creare esperienze digitali intuitive, ottimizzando le interazioni per renderle più naturali e fluide. Credo che la riduzione dello sforzo cognitivo sia cruciale nel design delle interfacce: quando l’utente non è sopraffatto da interazioni complesse o da informazioni difficili da elaborare, riesce a concentrarsi meglio sui propri obiettivi e a completare i compiti con maggiore efficienza.
Informatica, psicologia e design sono i tre pilastri del mio approccio: uso la tecnologia non solo per progettare interfacce e applicazioni web, ma anche per comprendere e soddisfare le necessità psicologiche degli utenti. L’integrazione tra queste discipline è ciò che rende il mio approccio unico. Comprendere la psicologia dell’utente mi permette di anticiparne i bisogni e i comportamenti, progettando soluzioni intuitive e facili da usare. L’informatica mi fornisce gli strumenti tecnici per costruire sistemi funzionali, mentre il design assicura estetica e armonia nell’interazione.
Dal 2016 al 2022, ho maturato un’esperienza professionale significativa lavorando a Londra e in Italia presso l’acceleratore di startup più famoso d’Italia. Questa esperienza mi ha fornito una visione ampia delle dinamiche aziendali e mi ha permesso di collaborare con una grande varietà di persone e progetti. Lavorare in ambienti così stimolanti e innovativi mi ha permesso di applicare le mie conoscenze teoriche a contesti reali e dinamici, acquisendo una visione a 360 gradi del mercato digitale.
Parallelamente, il mio percorso accademico presso La Sapienza di Roma, dove mi sono laureata in Design, Comunicazione Visiva e Multimediale, ha avuto un impatto fondamentale sulla mia crescita professionale. Durante questo periodo, ho scoperto il mondo della Data Visualization, una disciplina che mi ha permesso di combinare il mio amore per i numeri e la gestione dei dati con la mia passione per la comunicazione e il design. Questa scoperta ha ampliato i miei orizzonti, permettendomi di trasformare dati complessi in visualizzazioni chiare e fruibili, sviluppando soluzioni che non solo rispondono a esigenze pratiche, ma che comunicano in modo efficace e immediato.
La sfida più grande è quella di dare voce ai dati tramite piattaforme semplici e intuitive, rendendo più accessibili e compresibili fenomeni complessi.
Durante il master UI Design offerto da Talent Garden Italia, ho potuto perfezionare le mie abilità con il software Figma e apprendere le best practice e le novità.
Grazie anche a quel percorso di studi, oggi progetto prodotti digitali che uniscono funzionalità, estetica e usabilità. La mia esperienza mi consente di affrontare ogni progetto con una visione integrata, prendendo in considerazione sia gli aspetti tecnici che quelli emozionali e cognitivi dell’utente.
A maggio di questo anno frequenterò un corso di formazione offerto dalla SUPSI (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana) in data storytelling per la comunicazione.
Lavorare e Studiare
La tecnica del “lavorare mentre si studia” non la usano in molti giovani e non ci vuole molto per capire il perchè.
Sono sempre stata una sportiva con la passione per l’insegnamento, ho ottenuto certificati come istruttrice di nuoto, assistente bagnante, istruttrice/soccoritotrice per i parchi avventura e come ultimo istruttrice di arrampicata indoor.
Ho raggiunto così i miei traguardi accademici, lavorando mentre studiavo.
Dover dividere le energie e il tempo tra lavoro e studio non è stato semplice e neanche rilassante, oggi, seppur affaticata, mi sento fortunata e fiera del mio percorso.
Lo sport è una fattore fondamentale nella mia quotidianietà, come l’acqua, il sole e l’aria.
Sebbene sia cresciuta in una cittadina toscana sul mare e abbia acquisito sin da piccola ottime abilità natatorie, in età adulta, l’amore per la montagna ha preso il sopravvento e ora non riesco a starle lontana per più di 3 giorni <3
Esperienze che segnano
Vivere e lavorare in un’altro stato lo auguro a tutte le giovani e i giovani del mondo, se poi è un altro continente ancora meglio.
La mia esperienza parla dell’Austrialia, auguro questa esperienza non tanto per il continente in se ma per l’esperienza di lasciare il proprio paese, la propria famiglia e vivere un altro “mondo”.
Apprezzo ancora di più oggi il coraggio e forza che ho avuto a 20 anni di dire alla mia famiglia che sarei andata a vivere in Australia. Una sfida che mi sono data il permesso di accogliere e che ringrazio ogni giorno per averlo fatto.
Avevo lavorato per più di un anno come guardia giurata (non che ci tenessi particolarmente a quel lavoro ma era ciò che la mia città offriva in quel periodo ai giovani disoccupati, e io, accolsi l’offerta) ero riuscita a mettere da parte un bel gruzzoletto per attuare il piano “Australia“.
Una volta là mi destreggiai in lavori tra edilizia, produzione di cibi italiani e l’immancabile manovalanza nelle fattorie Australiane, fino a che riuscii a ottenere un impiego come aiutante fotografa per fotografie di animali selvatici e paesaggi.
Credo di aver svolto il lavoro più bello del mondo all’età più bella del mondo.
Mi sento fortunata e profondamente grata, per aver goduto di quei momenti, di quella bellezza osservata nei minimi dettagli da un piccolo forellino di una reflex, un’esperienza indelebile.